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Strage di Ustica, un mistero che dura da 40 anni

Sono trascorsi esattamente 40 anni dalla tragica strage di Ustica, ma il velo dell’incertezza continua a oscurare la verità dietro la morte di 81 persone a bordo del DC-9 Itavia. Mentre il tempo scorre, nuovi documenti emergono, aprendo nuove piste investigative. Questi documenti svelano dettagli sorprendenti, dalle missioni segrete di Parigi ai misteri che circondano la base di Aviano, dalle testimonianze sugli attacchi di Gheddafi alle strategie dei nostri generali.

Tuttavia, la strage di Ustica ha assunto un ruolo simbolico, rappresentando una serie di “depistaggi” che avvelenano l’indagine. Questi depistaggi, simili alle scorie radioattive, rilasciano tossine che perdurano per decenni. Innanzitutto, creano un “muro di gomma” fatto di segreti e oscurità contro il quale si infrangono gli sforzi degli investigatori e dei giornalisti d’inchiesta, tra cui il compianto Andrea Purgatori. Inoltre, gettano una cortina fumogena, confondendo le acque con una serie di piste e versioni alternative dei fatti, spesso mescolando frammenti di verità con abbondanti dosi di menzogna.

Una delle questioni più inquietanti riguarda la scomparsa di ricostruzioni e tracciati radar dalla documentazione dell’epoca. Ciò solleva interrogativi sulla reale causa della tragedia e sul coinvolgimento di entità nascoste. La nomina da parte di Meloni in Commissione di vigilanza di un tecnico sostenitore della tesi della “bomba” solleva ulteriori dubbi sulle intenzioni dietro questa strage.

Mentre il mondo cambia intorno a noi, Ustica rimane un enigma non risolto, un ricordo doloroso di un passato oscuro. Ma, con la luce dei nuovi documenti, potrebbe essere possibile gettare nuova luce su questa tragedia e portare alla giustizia coloro che sono rimasti nell’ombra per troppo tempo.

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